UN NUOVO ANNO : UN NUOVO TE!

QUALCHE SPUNTO DI RIFLESSIONE : UN NUOVO ANNO, UN NUOVO TE ?

Quest’anno, invece di mandarvi i miei auguri in forma più tradizionale, ho scelto di inviarvi qualche spunto di riflessione sul significato di questo periodo dell’anno, sul passaggio dall’anno vecchio all’anno nuovo.

Vi auguro buona lettura e…un felice Natale in allegria!

Secondo l’antroposofo Rudolf Steiner, il periodo che va dal 13 dicembre al 6 gennaio è il più speciale dell’anno : il passaggio da un anno all’altro, l’alternarsi di ciò che deve morire e ciò che deve tornare a risplendere.

Questo vale per ciascuno di noi come per le civiltà che ci hanno preceduto. Da quasi duemila anni, il 25 dicembre i cristiani celebrano la nascita di Gesù, ma l’origine di questa festa è molto più antica ed è legata al culto del Sole. Per i romani, il 25 dicembre era il giorno del Sol Invictus, il sole vittorioso che riprende a salire nel cielo dopo il lungo black-out invernale. Astronomicamente, con il solstizio di tre giorni prima, la tendenza involutiva della natura verso il gelo, la tenebra e simbolicamente la morte, si è invertita, diventando crescita dinamica verso la luce.

Invito tutti noi dunque ad approfittare di questa carica energetica accresciuta rispetto agli altri periodi dell’anno, per crescere anche noi, per far sì che la nostra luce interiore si esprima sempre di più all’esterno. Il 6 gennaio è l’Epifania, che significa appunto Manifestazione.

VALUTIAMO LE NOSTRE RISORSE

Prima di programmare il futuro, è importante valutare le risorse che abbiamo a disposizione.

La prima cosa da fare è la :

RETROSPEZIONE : esaminiamo l’anno appena terminato e cerchiamo di individuare le azioni non portate a termine, le situazioni che ci hanno infastidito o le emozioni, i sentimenti di rabbia o frustrazione, le esperienze non ultimate ecc…. E’ un lavoro importante perché dall’accuratezza di questa analisi dipende in gran parte la qualità della vita nel nuovo anno. Siamo su questa terra per continuare a crescere attraverso le esperienze, a capire delle lezioni di vita che ci vengono continuamente riproposte finché non abbiamo imparato a vederle con uno sguardo diverso, finché non le abbiamo risolte. Quindi più questa analisi sarà approfondita, più saremo consapevoli delle azioni necessarie a “chiudere bene ogni cerchio”.

PROGRAMMAZIONE : riflettiamo a tutto quello che vogliamo essere, fare, vedere, sentire, pensare, in campo affettivo, lavorativo, conoscitivo, evolutivo… nell’arco dei prossimi 12 mesi. Per crescere è importante però prima liberarci dei nostri pesi, di ciò che ci tira giù, le nostre zavorre. Partendo dai risultati della prima fase di retrospezione, cerchiamo di individuare quali azioni possiamo pianificare per colpire bersagli che nell’anno non abbiamo centrato per nostra mancanza e immaginiamo delle azioni correttive, risolutive, per compensare questa manchevolezza.

E’ IMPORTANTE nella pianificazione prevedere delle azioni concrete che ci aiutino a crescere, a cambiare, a sviluppare in noi alcune qualità spirituali sulle quali lavorare per raggiungere la nostra interezza, per diventare persone migliori.

Sempre secondo Steiner, 12 sono le qualità principali sulle quali ciascuno di noi dovrebbe lavorare per migliorare se stesso : equilibrio, perseveranza, distacco, compassione, cortesia, ottimismo, pazienza, uso del pensiero, coraggio, discrezione, magnanimità, devozione.

Una riflessione : in questo periodo natalizio siamo spesso più generosi, facciamo tanti regali, doniamo più attenzione ed affetto agli altri. Ma ci teniamo stretta l’unica cosa che dovremmo non regalare ma gettare via : il nostro rancore ! Spesso non ne siamo neanche consapevoli, ma siamo pieni di rancore trattenuto in segreto per anni per persone che forse non rivedremo neanche più in questa vita, vecchi compagni di scuola che ci hanno deriso, fidanzati/e che ci hanno fatto soffrire, vicini di casa dispettosi, persone che hanno incrociato il nostro cammino anni e anni fa. Noi spesso continuiamo a provare questo risentimento ormai inconscio tanto è diventato profondo per persone e situazioni. Facciamo tanti regali però non sappiamo regalare il nostro perdono. Non siamo capaci di affidare al tempo, all’universo, i torti subiti così da poterli immediatamente dissolvere, senza accumularli in noi, nel nostro organismo.

Spero con questi pochi spunti di riflessione di avervi fatto intravvedere come si possano vivere queste feste natalizie in modo più pieno, con la consapevolezza che oltre agli affetti, alla famiglia, all’allegria, ai regali, alle vacanze, alle tante cose belle che ci porta il Natale, questo periodo ci mette a disposizione anche una straordinaria opportunità di crescita.

La vita è movimento, non stanchiamoci mai di crescere e di cambiare. Pare che uno dei peccati peggiori che l’uomo possa commettere sia l’immobilismo, l’inerzia, la rassegnazione anche in situazioni dolorose o insoddisfacenti, la rinuncia ai propri sogni, alla propria felicità.

Che queste feste ci diano forza, coraggio, idee chiare e obiettivi chiari e ci preparino così a vivere un anno 2016 felice.

Se, durante questo nuovo anno, avete bisogno di aiuto, sostegno, ascolto, o di qualsiasi altra cosa, io ci sono! Non esitate a chiamarmi, sarò felice di starvi vicina come posso, sicuramente sempre con tutto il mio cuore!

Tanti cari auguri, con tutto il mio affetto

Susanna Majoli

 

10 commenti su “UN NUOVO ANNO : UN NUOVO TE!”

  1. Grazie Susanna. Chiedo consiglio: dopo 20 anni che seguo mia madre nelle tragedie della vita assistendola sempre di più con l’avanzare della sua età (quasi 94), rimandando miei progetti già in corso di esecuzione, o solo ancora pensarci, sogni, bisogni personali, mi trovo ad un passo in cui non so più procedere e che comunque richiede un mio sostanziale cambiamento. Non posso più rimandare, sto invecchiando anche io e la preziosità della mia vita sfugge e richiede di essere rivalutata è vissuta. Ho superato sino ad ora ogni momento e difficoltà cercando di applicare il metodo che queste (e le persone implicare) mi sono maestri e che tutto era superabile applicando una visione ampia in cui imparare ad esprimere un amore maggiore. Ora mi sono trovata a misurarmi coi miei limiti, ad accettarl, a sentire la necessità di lasciare al loro corso le cose senza soccorrerle continuamente, direi senza dare loro ( e persone in esse) preziosa energia vitale ormai richiestami per abitudine è divenuta un diritto, non una occasione entro cui c’è la crescita. O così mi appare, oggi. Sì mi sento consumata. Ho provato, dentro la situazione per cui dando sempre il mio apporto, ad organizzarmi nuovamente una vita con momenti solo e tutti miei, allontanarmi anche un poco, organizzandola con una presenza a sua scelta ed a lei familiare. Anche per questo ho venduto la mia casa al completo, per avere i soldi per affiancarle periodicamente una persona, per ridarmi vita e rimettere in moto la gioia profonda a me connaturale. Ma lei rifiuta tutto, pensa solo a sè dicendomi che quando non ci sarà più potrò fare quello che voglio, ma solo allora. Ha travisato tutti questi anni in cui l’ho affiancata in quanto ho scelto di farlo, non certo per dovere che non ho mai sentito. Non mi permette di continuare ad affiancarla ma con un minimo di mia indipendenza che mi rigenera. Cosa fare? Lasciarla e ricominciare a far rivivere la mia vita iniziando nuovamente a realizzarmi su altre e svariate strade che mi riportino alla gente nella vita quotidiana? Sono, infatti, rimasta molto sola. Il mio lavoro per l’umanità si svolge essenzialmente nel sottile. Ora sento il bisogno che sia anche di presenze più in armate che possa vedere con gli occhi della vista normale, udire, toccare, fare insieme… Ho bisogno anche io di essere qualche volta abbracciata e di potere abbracciare! Che sia un cane, una persona, un albero, una roccia, il mare… Accetto consigli e visioni da tutti voi. Grazie! Che sia un anno di gioia profonda per ognuno!

    1. Chiedo scusa per gli errori, sto imparando ad usare il tabletscusate gli errori di scrittura, sto imparando ad usare il tablet

    2. Susanna Majoli

      cara Luisella, è molto bello che tu ti ponga tutte queste domande, le domande e i dubbi ci fanno crescere e cambiare. Vorrei ringraziarti di aver saputo chiedere aiuto e consiglio, aver avuto l’apertura e la sincerità di esprimere la tua vulnerabilità. Siamo tutti esseri umani ed è importante sostenerci gli uni gli altri, nel concreto, anche con gli abbracci che ti darei personalmente molto volentieri con tutto il mio affetto. Non avere sensi di colpa, Luisella, mi sembra che hai fatto tanto, tantissimo, anzi, ti faccio i complimenti per tutto quello che hai saputo fare con generosità. E’ importante però ricaricarsi ora, riempire il tuo vaso. Non puoi continuare a dare agli altri senza riempirti, senza dare prima di tutto a te stessa, senza riempire il tuo di vaso. Ma non si può riempirlo bene senza averlo prima svuotato di ogni rancore, rabbia, risentimento o sensi di colpa, sia nei confronti di te stessa sia nei confronti degli altri. Per questo, perdona, perdona te stessa, perdona tua mamma. Ciascuna ha agito con la sua consapevolezza del momento, facendo o dicendo ciò che pensava più giusto e il meglio in quel momento, e va bene così. Poi si cambia, si cresce, si capiscono altre cose, si hanno consapevolezze nuove che ci spingono a cambiare, a vedere le stesse cose in modo diverso, ed è bello così, ma ciò non significa che tutto ciò che abbiamo pensato o fatto prima sia sbagliato, era il meglio che potessimo fare allora, con la nostra consapevolezza di allora.
      E’ giusto che ti prenda i tuoi spazi, i tuoi tempi, che tu abbia degli obiettivi concreti, dei progetti. Come dici molto giustamente, la vita passa, ogni giorno conta, ogni attimo è importante ed è bene viverlo pienamente, “svegliarci”, muoverci. E’ bello che nonostante il peso di tutti questi anni tu abbia voglia di progettualità.. Prima ci sei tu, prima di chiunque altro. Hai il diritto di viverti pienamente e i sensi di colpa sono solo veleno, che va ad intasare i tuoi organi e le tue emozioni. Come dice Bernard, uno dei peccati peggiori è l’immobilismo, è quell’essere mezzi vivi soltanto, addormentati in comportamenti, abitudini e situazioni che non ci soddisfano e ci fanno vivere da morti in piedi. Quindi inizia questo nuovo anno rallegrandoti di questa tua voglia di vita, di concretezza, di aria fresca, di cambiamento, e con la certezza che la vita è tua, sei libera delle tue scelte e che tutto dipende da te.
      Vai avanti a testa alta, con fiducia, che quando fai le scelte giuste per te, tutto l’universo si mette in moto per aiutarti, e l’universo sa fare miracoli!
      Non so in che città tu sia, ma se sei a Roma, è con piacere che ti aiuterò. Anzi, se sei a Roma e sei libera questa domenica pomeriggio 3 gennaio, dimmelo, che insieme ad un’amica anche lei allieva di Bernard, Silvia Piergallini, tengo un breve corso sul passaggio da un anno all’altro, un accompagnamento in una riflessione personale e individuale su come è andato l’anno scorso e come fare dei buoni propositi e progetti che contino veramente per ciascuno di noi per questo anno nuovo.
      Con i miei auguri più affettuosi ed un abbraccio forte forte
      Susanna

      1. Cara Susanna, ti sono molto grata per la tua pronta e bella risposta che mi ha aiutata molto e mi aiuterà ancora ed ancora, i tuoi abbracci e l’invito ad essere al tuo corso questo pomeriggio. Abito molto lontano da Roma, altrimenti sarei venuta a prendermi gli abbracci (che bello!), a restituirteli contemporaneamente, ed ascoltandoti mi sarei chiarita e sentita dire anche alcune cose che so ma forse su di me ho più difficoltà ad accogliere. Con mia madre, la preoccupazione maggiore è che possa avviarsi nell’altra dimensione serena, e la gestione pratica (sono l’unica figlia vivente ad esserle accanto). Non sento sensi di colpa, di inadeguatezza semmai, ed è qui che riconosco i miei limiti non come un essere vinto, ma come limiti sacri, oltrepassabili in su quando è il momento di fruttificare overo trasformarli in altro superiore e non in giù togliendo. Mi manca la giusta misura nel non considerarmi in modo equanime. Mi è più facile, avendo una visione e tensione più ampia, prendere in considerazione i bisogni altrui. E’ così che ora sento la necessità di riposo e di ricolmare il mio vaso che si è svuotato troppo per continuare a dare. Un allontanarmi come stacco, per un ulteriore passo in avanti quando è il momento giusto. Ho da apprendere a calibrare meglio il respiro: l’inspirare e l’espirare… espiro a dismisura ed i polmoni, pian piano sono rimasti troppo vuoti, non danno ossigeno sufficiente al sangue che circola e così porta poco ossigeno, pana e nutrimento alle cellule… ecco lo stato di insofferenza. Sto formando pensieri lucidi, espressione del mio essere in divenire, atti che, come una magnifica danza, conducano la mia vita fatta dal mio essere in espressione, in equilibrio dinamico tra il prendere ed il dare in un ciclo continuo come il respiro, onorando ogni mia cellula oltre quelle degli altri. Sì, l’immobilismo è terribile, il tran tran, il non essere più capaci di creatività, il ridursi ad una speciale ma pur sempre dipendenza… Grazie, un abbraccio grande grande e, speriamo di potercelo dare con una stretta fisica, un magnifico trattenere per un poco l’altro ed entrare in contatto con la sua anima attraverso questo sacro corpo fisico! Che ogni giorno possa portare gioia nel profondo, indipendentemente da quel che accade attorno Luisella

      2. Cara Susanna, ti sono molto grata per la tua pronta e bella risposta che mi ha aiutata molto e mi aiuterà ancora ed ancora, i tuoi abbracci e l’invito ad essere al tuo corso questo pomeriggio. Abito molto lontano da Roma, altrimenti sarei venuta a prendermi gli abbracci (che bello!), a restituirteli contemporaneamente, ed ascoltandoti mi sarei chiarita e sentita dire anche alcune cose che so ma forse su di me ho più difficoltà ad accogliere. Con mia madre, la preoccupazione maggiore è che possa avviarsi nell’altra dimensione serena, e la gestione pratica (sono l’unica figlia vivente ad esserle accanto). Non sento sensi di colpa, di inadeguatezza semmai, ed è qui che riconosco i miei limiti non come un essere vinto, ma come limiti sacri, oltrepassabili in su quando è il momento di fruttificare overo trasformarli in altro superiore e non in giù togliendo. Mi manca la giusta misura nel non considerarmi in modo equanime. Mi è più facile, quando mi accorgo di potere avere una visione e tensione più ampia, a prendere in considerazione i bisogni altrui. E’ così che ora sento la necessità di riposo e di ricolmare il mio vaso che si è svuotato troppo per continuare a dare. Un allontanarmi come stacco, per un ulteriore passo in avanti quando è il momento giusto. Ho da apprendere a calibrare meglio il respiro: l’inspirare e l’espirare… espiro a dismisura ed i polmoni, pian piano sono rimasti troppo vuoti, non danno ossigeno sufficiente al sangue che circola e così porta poco ossigeno, pana e nutrimento alle cellule… ecco lo stato di insofferenza. Sto formando pensieri lucidi, espressione del mio essere in divenire, atti che, come una magnifica danza, conducano la mia vita fatta dal mio essere in espressione, in equilibrio dinamico tra il prendere ed il dare in un ciclo continuo come il respiro, onorando ogni mia cellula oltre quelle degli altri. Sì, l’immobilismo è terribile, il tran tran, il non essere più capaci di creatività, il ridursi ad una speciale ma pur sempre dipendenza… Grazie, un abbraccio grande grande e, speriamo di potercelo dare con una stretta fisica, un magnifico trattenere per un poco l’altro ed entrare in contatto con la sua anima attraverso questo sacro corpo fisico! Che ogni giorno possa portare gioia nel profondo, indipendentemente da quel che accade attorno Luisella

  2. Ciao Susanna
    queste feste mi stanno facendo lavorare tanto, e questo tuo messaggio mi aiuta a focalizzare ancora meglio il lavoro da portare aventi. E quanto è vero il rancore nascosto, quanto ci limita ad aprirci alla vita…

    Grazie di cuore Barbara L.

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