Riuscirà ad uscire dal tunnel?

Fratelli e sorelle egizio esseni sparsi in Italia e nel mondo, vi scriviamo da questa Santa Terra per condividere un pensiero che ci angoscia da qualche giorno. 

Siamo molto preoccupate per la salute mentale del nostro amato Bernard e vi chiediamo di ricordarlo nelle vostre preghiere e di metterlo nel Tam tam, prima che sia troppo tardi. 

Dal suo comportamento di questi giorni ci sembra che stia vivendo una fase acuta della ”sindrome del tunnel” , tra i sintomi più eclatanti c’è un bisogno spasmodico di entrare in qualsiasi tunnel, anfratto, caverna, cisterna o qualsiasi altra cosa che sia sotto terra possibilmente al buio, umido e di piccole dimensioni, se c’è dell’acqua e se poi riesce a stipare lì dentro un buon numero di persone per fare un esercizio o una meditazione, ancora meglio… per un po’ la fase acuta della sindrome si calma ma riprende di solito dopo qualche ora quando ricomincia la ricerca affannosa di un luogo angusto dove introdursi. 

Qualche avvisaglia della malattia c’era già stata nel viaggio della Maddalena con la visita alla grotta della Sainte Baume e quando ci stipò dentro la cisterna di Montsegur, all’epoca però i sintomi erano lievi e le manifestazioni della malattia si erano limitate a questi due episodi. 

Anche l’anno scorso sul Sinai tutto sommato gli era stata sufficiente la grotta di Sant’Antonio, decisamente piccola e buia, eravamo pochi e si era riempita subito. 

Adesso la situazione è davvero drammatica, sordo alle deboli proteste dei discepoli claustrofobici, se per qualche motivo scopre di non poter accedere ad un qualche anfratto del terreno ce lo comunica con voce e mento tremanti, nascondendo a malapena il conflitto che lo attanaglia. 

Per darvi un quadro della situazione vi faccio un elenco di alcuni luoghi che abbiamo visitato in questi giorni: 

A Madaba abbiamo visto la prima cripta nella chiesa di San Giorgio…. Ci siamo fermati pochi istanti per sentire l’energia e tutto era molto normale. Poi alle rovine di Betania abbiamo osservato dall’alto la cisterna, più volte Bernard ha indicato gli scalini per scendere con sguardo un po’ triste ma non ci abbiamo dato troppo peso. 

Il giorno dopo a Kurzi non è stato possibile visitare le grotte sopra le rovine e guardando sconsolato la parete di roccia sembrava un po’ alterato. A Cafarnao ha dovuto accontentarsi di vedere le rovine sotto la chiesa coperte da un orrendo tetto di cemento, mentre a Nazareth si è fatto sgridare da una guida perché con le mani avvinghiate al cancello che chiudeva la cripta non c’era verso di spostarlo da lì. 

Nella città di Acri, visitando la fortezza dei templari riesce anche lì a trovare due tunnel e una cripta che usavano per le iniziazioni. Ad Haifa visita alla grotta di Elia, piccolissima, e per fortuna ci entriamo pochi alla volta. 

A Megiddo mentre il cielo ci scarica addosso un diluvio ci fa fare un giretto nel tunnel che portava alla fonte d’acqua fuori le mura. Sul Carmelo la pioggia ci salva dalle grotte, ma non dal colloquio con un Druzo che ci accoglie tra due ali di Kalashnijov, ma nella sala non manca una parete di roccia viva… 

Finalmente arriviamo a Gerusalemme, emozionante la visita alla Tomba nel giardino, dove riusciamo ad entrare nonostante le orde di turisti, ma una volta è troppo poco e così alle sera seconda puntata, e questa volta entriamo tutti insieme per la solita ammucchiata. 

Il giorno dopo visita al muro del pianto, ma non sopra, dove vanno tutti!, noi ci infiliamo in 46 in un tunnel lungo e stretto e facciamo meditazione in due cisterne affiancate, una per i francesi e una per gli italiani, mentre nel corridoio strettissimo passa una fila di formichine giapponesi . 

Ma quel giorno riesce anche a portarci alla città di David, dove raggiunge il top, tunnel sotterraneo con 70 cm d’acqua da percorrere ovviamente al buio per raggiungere la fontana di Siloè dove Gesù ridiede la vista al cieco…e la speranza ai nostri avventurieri di “rivedere la Luce”… 

Non pago di averci ridotto in mutande, la sera incontriamo per caso la chiesa di San Marco dove una suora canterina ci fa visitare un’altra cripta molto interessante energeticamente. 

Il giorno dopo la spianata delle moschee è ampia e luminosa e allora, per superare la crisi di astinenza da tunnel riesce a trovare lì vicino la piscina di Betesda, dove c’è un’altra grotta ottima per fare meditazione. 

A Betlemme le previsioni erano di distrarre le guardie per introdursi tutti insieme appassionatamente in una grotta vietata, ma per fortuna lassù qualcuno ci pensa e il divieto di ingresso non c’è più, almeno entriamo legalmente…. 

 Anche a Masada, sul cucuzzolo della montagna riesce a trovare una cisterna da meditazione, per fortuna ampia e spaziosa. 

A Gerico rompe le scatole ad un frate per farci aprire il convento cercando la grotta delle tentazioni, ma è il convento stesso che è costruito intorno alla roccia e si deve accontentare di questa visita brevissima. 

A Qumran le grotte non mancano, ma mentre cerchiamo di scalare la montagna la voce imperiosa dell’altoparlante ci richiama all’ordine specificando “la montagna e’ chiusa!”…???. Per fortuna decide di optare per una meditazione all’aria aperta, alla luce del sole sotto le splendide rocce e con il Mar Morto sullo sfondo. 

Riassumendo in meno di 15 giorni abbiamo già visitato più di 20 luoghi sotterranei, bui e per la maggior parte piccoli e umidi, mentre fuori splendeva il sole. 

Ecco perché vi chiediamo con urgenza preghiere per la salute mentale di Bernard. Sappiamo che il suo mito è san Giovanni, ma non vorremmo mai, fra qualche anno, vederlo uscire da una grotta ancora più pallido, magro e spiritato di quanto sia adesso, con i capelli da rasta, la barba lunga, vestito di pelli di animale e coperto di cenere!!! 

Non vogliamo che un giorno qualcuno passando da queste parti dica: “vedi quella lassù, è la grotta di Bernie la talpa” . 

Quindi preghiamo per lui, perché ritrovi il gusto per il sole, per l’aria aperta, per i grandi spazi e per la vita sana.. forse siamo ancora in tempo. 

Grazie fratelli e sorelle, scusate lo sfogo ma siamo davvero in ansia… 

Cecilia Lando ed Emanuela Vivian 

ecco le prime immagini rubate… 

la cisterna di Betania 

 la citta di David

la grotta di Betlemme

la cisterna di Masada

2 commenti su “Riuscirà ad uscire dal tunnel?”

  1. Davvero divertente! La parte che riguarda la Bernie la talpa poi…complimenti Cecilia ed Emanuela! Lilly

  2. Rita Bianchilli

    AHAAHAHHH!!! :-)) Purtroppo pare che la sindrome “Berni la Talpa” sia un virus che prende dopo parecchi anni di terapie e ricerche spirituali, malgrado le preghiere sembra che aumenti di giorno in giorno…Dobbiamo trovare un anti-virus! apparte gli scherzi, complimenti per l’articolo. Un abbraccio di cuore a tutte e due. Rita

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