Il corpo umano nell’arte

L’arte della terapia o la terapia dell’arte?

Riprendendo il titolo del vecchio sito che parlava di “Arte della terapia” mi sono chiesta, invece, se si potesse anche parlare di “Terapia dell’arte”.

So che esistono varie scuole di pensiero sull’uso dell’arte come strumento terapeutico ma le idee che mi sono venute, e che vorrei sperimentare con voi, riguardano un altro modo di vedere le cose  (forse un po’ assurdo, ma perché no?!?!)

Ci sono  infiniti esempi di rappresentazioni del corpo umano nelle arti di tutti i generi e di tutti i tempi ….

Ci sono le ovvie rappresentazioni dell’aspetto esterno del corpo, e qui ne vedete qualcuno

C’è stato anche chi, con la scusa di studiare anatomia,  aveva la mania di disegnare varie “interiora” del corpo … per esempio Leonardo al cui confronto gli espertoni di  CSI  sono un frillo.

Sembra che hai suoi tempi le autopsie fossero proibite ma lui e i suoi amici pittori erano così fanatici che rubavano i cadaveri di nascosto e si sono anche fatti beccare!!!

Esiste  poi il caso di Michelangelo che sembra si sia diverto  a rappresentare altre parti del corpo umano, sbizzarrendosi però nel mascherarle per renderle visibili sono ad occhi molto molto esperti.

E’ quello che ci viene raccontato nel libro “I Misteri della Cappella Sistina” e in alcuni articoli di esimi scienziati che nel soffitto della Sistina hanno trovato frattaglie di ogni genere non distribuite a caso  ma seguendo una logica ben precisa.

Vediamo qualche esempio:

Nella “Creazione di Adamo” l’affollatissimo mantello di Dio rappresenterebbe l’emisfero destro del cervello, luogo decisamente più creativo del cervello sinistro….

Nella “Separazione della Terra dalle Acque”, dato l’argomento, ci sarebbe la rappresentazione di un rene con tutti i suoi dettagli

Mentre nella “Separazione della Luce dalle Tenebre” l’ovvio riferimento è ai nervi ottici e ai suoi ammennicoli

Sembra che Michelangelo abbia messo disegni anatomici ovunque, persino nel gargarozzo di Dio

Come qualche critico ha detto,  i nefrologi hanno la tendenza a vedere reni  e i  neurologi a vedere  cervelli, quindi forse  queste intuizioni sono soltanto il frutto di una deformazione professionale…. Ma allora i terapeuti cosa vedono?

Partendo da questi presupposti vorrei adesso chiacchierare un po’ a proposito di un quadro che ho trovato molto interessante: La Primavera del Botticelli.

Ecco come lo descrivono gli autori che hanno studiato la Cappella Sistina.

…. Ambientato in una radura dai connotati quasi mistici, l’azione si svolge da destra a sinistra, a cominciare dal  mitico Zefiro, il vento della primavera che trasforma Cloris, una ninfa della foresta, in Flora, simbolo della primavera e della fertilità. Al centro, davanti a due archi irre­golari creati dai rami degli alberi, è raffigurata Venere, la dea dell’amore, sul cui capo aleggia un Cupido pronto a colpire col suo dardo fallico la ninfa centrale del gruppo delle tre Grazie, ovvero la Castità.  L’ultima figura umana all’estrema sinistra e staccata dal resto, che raggruppa una massa di nubi, corrisponde a Mercurio, dio del cambia­mento e del sapere occulto.”

Le interpretazioni più o meno esoteriche di questo quadro si sprecano e sotto potete trovare due o tre siti che ne parlano.. ma al di là di tutte le spiegazioni degli esperti la vera chicca che mi ha acceso qualche lampadina in testa è sempre degli autori di cui sopra, eccovela.

Nessuno però si è mai soffermato sugli strani varchi nel fogliame al centro dell’imma­gine, sebbene proprio lì Botticelli abbia nascosto il principale segreto del dipinto, la vera e propria chiave interpre­tativa dell’opera. Se si osservano attentamente la forma, l’angolo e la disposizione delle due aperture ci si accorge che corrispondono a un’inconfondibile immagine anato­mica: quella di due polmoni umani come apparirebbero durante una dissezione illegale in un laboratorio clandestino del Rinascimento.

Loro che sono esperti di Cabala ed altre storie interpretano il quadro in questo modo:

Il quadro, un dono nuziale, celebra il ciclo della vita, creata, secondo la tradizione giudaica e cabalistica, dalla Ruach HaShem,  l’Alito o Respiro divino lo stesso alito di vita che  da cui è nato Adamo, il primo uomo. Se potessi­mo togliere il dipinto dalla cornice e disporlo a cilindro congiungendo i lati opposti, vedremmo che le nubi ammassate da Mercurio-Ermete all’estremità sinistra diventano Zefiro all’estremità destra, per significare che l’Alito divino, il Respiro della vita, non ha un inizio ne una fine. Al centro esatto della composizione, ai lati di Venere e del suo mantello rosso sangue, i due polmoni ribadiscono il lega­me amore e vita.

Da lì mi è venuta un’idea “e se questo dipinto potesse lavorare in modo subliminale sui polmoni?”

Perché non provare ad osservarlo ascoltando le sensazioni che dà sui corpi? (su quello fisico e su quelli sottili), chissà forse potrebbe essere terapeutico!

Probabilmente è suggestione, ma da quando lo so ogni volta che lo guardo comincio a respirare…. E chissà l’effetto dell’originale !!!

Ovviamente vi invito alla sperimentazione, chissà forse potremo scoprire davvero la “terapia dell’arte” !

Ho trovato un’altra cosa interessante che riguarda il quadro: Mercurio, (che non è proprio estraneo al mondo delle terapie visto che gira sempre col Caduceo) indossa l’elmo che rende invisibili, quindi in realtà noi non potremmo vederlo,  ma Botticelli come molti altri artisti riesce a dipingerlo perché è in grado di mostrarci l’invisibile (e non credo si riferisca solo ai polmoni).

Probabilmente è vero che c’è di mezzo l’alito di vita  e Zefiro ha lavorato bene visto che le donne sembrano tutte incinte! Per completare l’opera Cupido deve impegnarsi perché Mercurio con la testa tra le nuvole  non si accorge dello sguardo languido di Castità che forse vorrebbe cambiare nome! In questo caso (e secondo una delle interpretazioni che trovate citate sotto)  quella al centro non sarebbe Venere ma Giunone protettrice del parto (e incinta per grazia divina come la Madonna).

In realtà però è la scoperta di quei polmoni che mi ha stuzzicato di più,  la mia testa in fermento non è  si è fermata  e si permette di osare  altre interpretazioni anche  un po’  a modo nostro….(ma voglio precisare che si tratta soprattutto di un gioco, la mia abissale ignoranza in storia dell’arte, mitologia ecc ecc  mi permette solo questo).

Eccovi così un po’ di idee:

  • che sia Venere (dea dell’Amore), o Giunone (cuore di mamma) dove potrebbe stare se non al posto del cuore, in mezzo ai polmoni?
  • allora Cupido, che lancia frecciatine… non è forse più o meno al posto della gola?
  • le tre Grazie (delle quali ho trovato molte versioni dei nomi:  per esempio splendore, gioia-letizia, grazia-prosperità; oppure voluttà-castità-bellezza) con tutte le loro qualità mi fanno pensare a una donna un po’ madre-moglie-sorella come l’ovaia-Eva
  • invece la ninfa Cloris che si sposa con Zefiro e si trasforma in Flora mi fa tanto pensare ad un’altra donna un po’ più vivace, amica della tempesta e che ha dato origine agli spiriti di natura, l’ovaia-Lilith

Pensando che i due estremi del quadro si assomigliano (le nuvole) che da una parte c’è Mercurio astrologicamente legato all’aria e ai polmoni, dall’altra parte c’è il vento Zefiro,  automaticamente mi viene da pensare a questo come ad un quadro legato all’elemento Aria…

  • Ma allora esistono anche quadri di Acqua (pensare alla Venere del Botticelli è fin troppo facile), oppure quadri di Terra e Fuoco?

Mi sembra che come folli idee ce ne sia abbastanza…. smettendola con i voli pindarici delle interpretazioni ritorno al tema che più mi intriga, l’uso “terapeutico” dell’immagine.

Perché non provare a sentire l’effetto che questo quadro ha sui nostri polmoni?

E perché non iniziare una caccia al tesoro alla scoperta di altri quadri, statue ecc ecc che possano avere un uso terapeutico?

…. Allora cominciamo a giocare?

Riferimenti

Per la Cappella Sistina

Doliner Roy, Blech Benjamin. I segreti della Cappella Sistina. Rizzoli Editore (trovate sul sito vecchio un articolo di Marisa Minnella che ne parla)

Garabed Eknoyan. Michelangelo: Art, anatomy, and the kidney. Kidney International, Vol. 57 (2000), pp. 1190–1201 

Ian Suk and Rafael J. Tamargo . Concealed Neuroanatomy in Michelangelo’s Separation of Light from Darkness in the Sistine Chapel. Neurosurgery vol. 66(2010), pp.851-86

Per la Primavera del Botticelli

qui c’è un’immagine ad alta definizione

https://sandro_botticelli.historiaweb.net/primavera_sandro-botticelli.html

e qui un po’ di articoli che ne parlano

https://itis.volta.alessandria.it/episteme/ep3-18.htm
https://guide.supereva.it/bibliofilia/interventi/2010/03/il-mistero-della-primavera-di-botticelli
https://www.astroarte.it/astroarte/artivisive/storia/botticelli.htm
https://www.esonet.org/studi-tradizionali/la-primavera-del-botticelli-e-lalchimia

4 commenti su “Il corpo umano nell’arte”

  1. Rita Bianchilli

    Bellissimo! Brava Cecilia e Complimenti! Ti assicuro che se anche non hai studiato storia dell’arte e mitologia va bene così. Anzi è meglio, altrimenti saresti rimasta chiusa in schemi che non si addicono alla lettura dell’arte. Effettivamente hai ragione quando si guarda questo quadro la prima reazione è quella di respirare. I nostri artisti conoscevano, secondo me, il messaggio sublimale. Non avevo mai pensato a ciò che hai rilevato e..il gioco mi piace moltissimo..questo spiegerebbe certe mie reazioni davanti ad alcuni quadri e quindi ..Giochiamo! appena trovo terra e fuoco ti mando un email. bacio grande

  2. Rajalakshmi

    Ho stampato il quadro, e lo farò vedere a mia mamma in ossigenoterapia da anni.
    Grazie!
    Ciao genio!!!!
    Raja

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