Evoluzione Spontanea di Geraldine Domeniconi

Cari compagni, Mi ha colpito molto quando Bernard, durante il primo seminario a Milano, ha descritto il suo percorso, come dallo studio dell’ingegneria, attraverso lo studio in telecomunicazioni, quindi da formazioni prettamente scientifiche, è arrivato alle terapie essene. Mi son chiesta se e quante volte, praticando le terapie, anche in lui, come capita regolarmente a me, la vocina del S. Tommaso non si sia affacciata a chiedergli: “ma di tutto ciò c’è una prova scientifica?”. A tutti coloro il cui “S. Tommaso scientifico” propone regolarmente questo quesito, consiglio la lettura dell’ultimo libro di Bruce Lipton, Evoluzione spontanea.

Bruce è un biologo cellulare, ha insegnato per anni alla Scuola di Medicina dell’università del Wisconsin, per poi condurre studi pioneristici alla Stanford University sul collegamento tra scienza e spirito. Il suo libro descrive in modo semplice e di facile lettura i risultati di studi scientifici condotti in tutto il mondo che dimostrano in modo chiaro il potere dell’intenzione. Può avere quindi l’effetto (su di me almeno l’ha avuto) di quietare qualche S. Tommaso che chiede insistentemente prove oggettive!!! Ve ne riporto qui un estratto, che, oltre a dare un’idea dello stile del libro e a stuzzicare, forse, la vostra curiosità, riassume, secondo me benissimo, lo spirito del corso che stiamo seguendo. …Ulteriori prove del fatto che i pensieri e le emozioni possono alterare la realtà cellulare ci vengono date dal lavoro del medico e guaritore Leonard Laskow. Come molti di coloro che si trovano nella prima linea di questo nuovo paradigma, Laskow iniziò la sua carriera nella medicina tradizionale. Fu una svolta del destino a cambiarne la direzione, conducendolo a un’esperienza di guarigione così profonda che la sua vità decollò in una direzione del tutto imprevedibile. Nel 1971 Laskow era un ostetrico e ginecologo di successo, oltre che un chirurgo con una fiorente professione nella California settentrionale. Le radiografie che fece per individuare l’origine di un dolore alla spalla rivelarono una lesione, spesso indicazione di cancro osseo. Come medico, Laskow sapeva già che il protocollo di trattamento era l’amputazione. E, anche se c’era stato un esterno che aveva giocato nella Major League americana di baseball con un braccio solo, è esageratamente difficile praticare la chirurgia con una mano sola. Mentre aspettava i risultati degli esami, Laskow stabilì che, anche con un braccio solo, avrebbe ancora potuto essere di aiuto come consulente sanitario. Alcune settimane più tardi, i risultati degli esami rivelarono che la lesione era una semplice cisti benigna. Ma nel frattempo Laskow aveva meditato sul suo destino, decidendo che era arrivato il momento di fare un cambiamento; così lasciò la stressante pratica medica e focalizzò l’attenzione sullo studio degli aspetti mentali ed emozionali della guarigione. Poco tempo dopo, Laskow ricevette il seguente messaggio mentre era in meditazione: “Il tuo lavoro è quello di guarire attraverso l’amore”. Il messaggio lo lasciò sgomento e umiliato. Egli comprese che la sua decisione di dedicarsi alla medicina era innanzitutto basata sul suo desiderio di essere un guaritore, e che la medicina tradizionale rappresentava la modalità accettata; ma la sua meditazione l’aveva condotto a una nuova visione guaritrice: “Credo che tutti dobbiamo imparare, a un certo punto della nostra evoluzione, a guarire attraverso l’amore”…. Nonostante egli abbia riferito sorprendenti risultati aneddotici del suo lavoro di guarigione con pazienti, l’esperimento più scientifico di Laskow è stato un lavoro sulle cellule cancerogene in una capsula di coltura. Questo protocollo era stato scelto perchè le cellule in coltura potevano essere biochimicamente monitorate in laboratorio. Lo scienziato teneva in mano tre capsule di coltura contenenti cellule tumorali, mentre manteneva uno stato di coscienza focalizzato sulla guarigione; come controllo, in un’altra stanza una persona che non era un guaritore teneva in mano altre tre capsule con le stesse cellule tumorali. Al non-guaritore veniva dato qualcosa da leggere mentre teneva in mano le colture, in modo che si distraesse dall’influenzare le cellule di coltura con le proprie intenzioni. Laskow sperimentò diverse intenzioni emozionali mentre teneva in mano le cellule, tutte dirette ad attivare la naturale forza di coerenza dell’Universo. L’intenzione più efficace, che fece diminuire del 39% la crescita delle cellule cancerogene fu: “Ritorna all’ordine e all’armonia naturali della normale discendenza cellulare”. Quando egli aggiunse delle immagini visive all’intenzione, l’effetto di guarigione raddoppiò. E così, che cosa c’entra l’amore con tutto ciò? Come Laskwo riferisce, la sua intenzione non era quella di distruggere le cellule cancerogene, bensì di permettere loro di esistere come parte della creazione universale. L’Amore, egli spiegò, è l’impulso verso l’unità, la non-separazione, l’integrità. Anche se l’amore può assumere varie forme, la sua essenza è l’interconnessione. Egli ritiene che l’opposto dell’amore non sia l’odio ma la separazione. Pur essendoci diversi modi per accedere all’energia e per utilizzarla, il protocollo di Laskow prevede di connettersi con il problema fisico, invece di separarsi da esso. Quando nella vita sperimentiamo una malattia, il nostro primo impulso è di liberarcene… Tuttavia, quando riconosciamo sinceramente la nostra partecipazione nella condizione problematica, pur non comprendendone la ragione iniziamo a intervenire responsabilmente nella direzione del nostro destino…. Come ha scritto Laskow: “Quando accettate e amate le parti di voi stessi che volete rifiutare o modificare, create un’opportunità per scoprire la forza vitale positiva dietro di esse”…. Nell’Universo quantistico in cui tutto è collegato, l’Amore è la colla che tiene insieme tutte le cose, è un modello universale di energia risonante, è l”armonica universale”. Il lavoro di Laskow suscita uno stimolante interrogativo: se possiamo amare una cellula cancerogena fino alla morte, o perlomeno al punto di relativa inoffensività, possiamo anche amare i terroristi e gli altri elementi sociali patogeni fino a renderli inoffensivi? L’atto di abbracciare questi individui, gruppi e addirittura nazioni può essere la chiave di una nuova politica quantistica? Buona lettura!

Gerardine

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