Danzando con gli Elementi (pubblicità spudorata)

Ecco, sono pronta, la mattina del gran giorno è arrivata, e il mio cuore è felice e se la ride un po’ sotto i baffi, vorrei correre giù per le scale come una bimba, ma cerco di mantenere un’aria dignitosa altrimenti mi prenderanno per pazza …

Finalmente sono qua, c’è un silenzio quasi religioso in questo luogo, la luce è soffusa, l’aria è tiepida e umida e c’è uno strano odore. Mi accoglie il sorriso gentile di una donna vestita di bianco che  mi accompagna in una piccola stanza. Sono eccitata, non sto più nella pelle ma assaporo ogni istante della preparazione. Lascio cadere l’ultimo indumento che ricopre il mio corpo e così senza nessun pudore vestita solo di me stessa sono pronta ad affrontare tutto ciò che verrà.

Un bel respiro e  il rituale ha inizio: mani esperte cominciano a spalmarmi addosso un po’ di questa magica TERRA e poi mi sdraio sul lettino dove  mi aspetta il fango: è molto caldo, brucia quasi, è nato dal FUOCO e al primo impatto il mio corpo si spaventa un po’, ma è un istante. La sensazione poi diventa subito piacevole,   come un sapiente artigiano colei che mi assiste modella su di me quella che sarà in fondo una specie di crisalide.

Ecco, è fatta, adesso non riesco più a muovermi braccia, gambe, testa, tutto il mio corpo è immobilizzato nella morsa della TERRA umida calda e pesante. Altri teli mi ricoprono ancora,  la preparazione è finita, adesso la Vestale abbassa la luce ed esce dalla stanza. Ora tocca a me, con gli occhi chiusi mi lascio andare e inizia il mio viaggio.

Ascolto il mio corpo, piano piano la sensazione di immobilità diminuisce  e mi accorgo che c’è un sacco di movimento fuori e dentro di me. E’ strano, quello che  in un primo momento sentivo quasi opprimente diventa ora un nido caldo dove posso abbandonarmi …e ascolto ciò che accade, MI ASCOLTO. Il mio corpo e la TERRA che lo avvolge cominciano a studiarsi reciprocamente, si avvicinano e si allontanano, si toccano e si staccano, poi arriva un balzo del cuore ed ecco, siamo agganciati, adesso siamo in sincronia tra di noi, ma forse, ascoltando bene, questa impulso è  anche in sincronia con qualcos’altro, con il ritmo di Gaia e dell’Universo intero.

Le mie vene cominciano a pulsare prima in sordina, ma  poi sempre più intensamente, inizia un dialogo, c’è un brusio di fondo, un chiacchiericcio, qualcuno da e qualcuno riceve, infinite lemniscate invisibili collegano ogni cellula della mia pelle alle particelle di questa polvere vivificata dall’ACQUA e dal FUOCO. Il lavoro si fa sempre più intenso, gocce di sudore imperlano il volto e si uniscono all’ACQUA ricca e generosa di cui è intrisa questa TERRA che mi avvolge.

Respirando mi immergo sempre di più dentro di me per ascoltare e  in profondità  lentamente il brusio si trasforma e diventa un chiaro messaggio sussurrato da infinte e infinitesime particelle di polvere  “ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo, ti amo ”.

Ecco, adesso è un utero caldo, morbido e buio che mi avvolge e mi tiene, è proprio LA MADRE che mi AMA come nessun’altra mai potrà fare, e allora sono lacrime  quelle che scendono a mischiarsi col fango, è una commozione densa quella che sale dal cuore, sono lacrime di gioia, di riconoscenza, di ringraziamento alla MADRE TERRA.

In questo dialogo che continua provo a cercare altre risposte, e lascio che un organo del mio corpo si apra: le sue memorie pesanti si risvegliano e parlano apertamente di ciò che  ognuna di loro contiene, e se so ascoltare arriva anche la risposta amorevole, semplice e  saggia come solo quella di una madre può essere.

Ma non c’è pausa, il lavoro continua, le lemniscate sono sempre più grandi, anche se sono immobile è come se mi muovessi insieme a questo molle involucro, lo scambio è sempre più intenso, quasi frenetico,  mi dimentico di me, sono in lei e lei è in me: è un incredibile  amplesso o forse il travaglio di un parto.

Ecco, è il momento di rinascere, ritorna la donna gentile, quasi una madre,  mi accompagna nel  percorso e mi aiuta a uscire da questo nido caldo, adesso una vasca è lì per me dove  altri elementi mi aspettano.

Dopo il fango pesante e immobile ecco l’ACQUA leggera e fluida, agitata da una miriade di bolle  grandi e piccole che sfiorano, accarezzano, massaggiano, solleticano tutto il mio corpo. Qui è più facile danzare anche fisicamente, è istintivo seguire e assecondare l’ARIA e l’ACQUA, e lasciarsi cullare dai loro movimenti divertenti e vivaci. C’è ancora un dialogo tra me e loro, ma adesso è più leggero e frizzante.

Arrivano messaggi di respiro e fluidità, di gioia di vivere, tutto nella vita può essere fresco, semplice e puro come l’ACQUA e l’ARIA, ma ricco di sapore e nutrimento, così  intenso nella sua essenza come avviene qui, ed è quello che sento adesso.

Ogni bolla di questo triplice prana mi regala un po di sé, per arricchire ancora di più il mio corpo, ciò che la TERRA e il FUOCO avevano risvegliato adesso viene portato via dall’ACQUA e l’ARIA riempie ogni cellula di nuova energia: è quasi un battesimo.

Ma anche questa parte del rituale si conclude esco dalla vasca rinnovata, un telo bianco e caldo mi abbraccia e sono pronta a vivere  la mia giornata, il mio corpo è rigenerato, farò tesoro di questi momenti, mi aiuteranno quando sarò lontana.

Mi incammino per uscire e raccolgo con uno sguardo tutti i particolari di un luogo che porterò nel cuore, c’è  un folletto gentile che trascina il suo carretto carico del fango usato per le metamorfosi. Adesso che questa TERRA ha preso tutte le nostre scorie e ci ha lasciato la sua ricchezza, qualcuno si occuperà di lei perché possa  riposarsi e rigenerarsi ed essere pronta a  ricominciare il dialogo con qualche altro corpo stanco.

Allora grazie dal cuore e col cuore a coloro che mi hanno accolto in questa esperienza, grazie FUOCO, grazie TERRA, grazie ACQUA e grazie ARIA, e grazie a voi Folletti  e Vestali che officiate questi antichi rituali.

Questo magico luogo di iniziazioni non è in Egitto, non è nella grande piramide (anche se in realtà, ben nascosta in una stanza  una piramide c’è). Tutto questo l’ho vissuto a Montegrotto vicino a Padova, all’Hotel Olimpia, l’albergo di Sonia, ed è a lei che va il ringraziamento più grande per la sua gentilezza e ospitalità durante l’ultimo corso avanzato.

Ovviamente le sensazioni e i pensieri che condivido sono assolutamente personali, fanno parte dei miei deliri, non so quanti possano dire di vivere l’esperienza del fango termale in questo modo.

Mi piacerebbe sapere se qualcun altro ha provato qualcosa di simile, comunque vi invito a provarci se vi va.

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